Seconda stagione Daredevil – Opinioni (NO SPOILER)

La seconda stagione di questa serie tv è stata entusiasmante. Qui le mie opinioni

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Mi preme specificare subito che non sarà una vera e propria recensione della serie televisiva prodotta dalla Marvel Studios e trasmessa su Netflix, bensì una serie di considerazioni personali che potrebbero essere non condivisibili, in quanto totalmente soggettive. Non mi soffermerò sulla regia, che è una piccola opera d’arte, né mi soffermerò sulle luci che dipingono sempre un’ambientazione cupa; mi soffermerò sul contesto e sugli spunti dati (o tolti), ma assicuro che non ci saranno spoiler (salvo quelli pubblicati attraverso poster ufficiali e trailer).

A mio parere, la stagione che Netflix ha da poco trasmesso non è all’altezza della precedente. Quando c’è troppa carne a fuoco, si rischia di bruciarla. Questo è stato il problema principale; hanno voluto gestire la storia del Punitore e hanno inserito poi Elektra. Il nesso dovrebbe essere Daredevil, ma si vede da subito che il collegamento non è facile dato che i due personaggi secondari mai si incontrano e proseguono su strade parallele. Avrei preferito una storia incentrata o sul Punitore o su Elektra, hanno deciso di inserire entrambi, ma non credo siano riusciti a gestirli adeguatamente. Insomma: il ragazzo è intelligente, ma non s’impegna…

Ho trovato, come nella prima stagione, un Daredevil caratterizzato perfettamente, il quale ha una crescita costante nel corso della trama e che al tempo stesso è sempre messo in secondo piano da personaggi ancor più carismatici di lui. Non è una cosa negativa: è come avere un ottimo personaggio (accompagnato anche da una magistrale interpretazione) ma tale personaggio è circondato dalla perfezione. Fisk nella prima serie non era la perfezione, eppure a suo modo era più carismatico di Murdock. In questa seconda stagione succede praticamente lo stesso: mi piace Daredevil come personaggio, ma non facevo altro che attendere The Punisher e, in sua mancanza, aspettavo Elektra. Non saprei definire il perché, Matt Murdock è scritto bene, si sviluppa alla grande e in definitiva Daredevil mi piace. Credo che sia una conseguenza del personaggio, che si muove tra la linea sottilissima di bene e male, è buono al tal punto da risultare cattivo. Il contesto scorre sempre su questo confine, il buono che deve essere cattivo con i criminali al punto da sembrare cattivo e il cattivo che agisce per un bene comune, almeno su loro convinzione, al punto da credersi quasi buono. I termini buono/cattivo sono usati solo nella prima stagione, ma qui vengono richiamati senza farne mai menzione.

La linea è così sottile da non comprendere spesso quale sia il bene e quale sia il male. Questo si è visto per tutta la prima stagione e lo si vedrà ancora nella seconda, tuttavia è proprio questa demarcazione a rendere gli antagonisti e i comprimari così interessanti: si vuole capire da che parte della linea si troveranno alla fine.

Gli sceneggiatori ci riescono alla perfezione, forse è questo il motivo per cui Matt Murdock non è così egocentrico da sovrastare gli altri (più importanti), nonostante la bellezza del personaggio. Questi dubbi non si pongono con Foggy, suo compare da sempre, che personalmente a me piace. Anche lui ha una buona crescita, anche lui si sviluppa psicologicamente in questa stagione; chi non mi è piaciuta nella prima serie e ancor meno nella seconda è Karen Page, la segretaria dello studio.

Ritengo che la sceneggiatura sia quasi perfetta, i personaggi quasi tutti ben scritti e lei rovina terribilmente questa perfezione. Non so perché, mi sembra una bambina capricciosa, curiosa e fin troppo stupida. Non comprendo il motivo del focus che le viene dato quando i due avvocati sfoderano un arringa con i fiocchi, non comprendo perché abbia tutta questa importanza (ma probabilmente neppure gli sceneggiatori lo comprendono), si rende utile a tratti, è terribilmente irritante in altri. In questa stagione ci sarà carne al fuoco anche a causa sua, troppa… decisamente troppa.

Mi è piaciuto il contesto del ‘punitore’, ho amato la sua storia (che in realtà conoscevo già, ma è stata scritta molto bene), ho adorato Elektra, sebbene non ami tanto ninja e compagnia bella e quindi parte della sua storia mi è risultata un po’ noiosa.

Hanno diminuito le ossa rotte, per la gioia di persone impressionabili. Tuttavia (forse sempre per loro gioia, immagino) sono aumentati i momenti creepy. Ed è un elemento positivo: la Marvel non è così innocente come sembra, è molto più oscura, molto più adulta, questa serie mantiene sicuramente le aspettative.

Come nella prima stagione, ci sono alcuni flashback, mai pesanti e sempre apparentemente incompleti, ma tali da concludersi nel corso della stagione. E poi… quando il Punitore indossa il suo costume caratteristico… brrr… Ultima nota: Frank Castle, interpretato da Jon Bernthal. La sua recitazione mi ha convinto parzialmente, dato che a tratti sembrava un rapper, ma solo quando non era fantastico. Non so, non ci sono state sfumature di grigio: o mi piaceva da morire o non riuscivo proprio a guardarlo. Nelle parti in cui è piaciuto, tuttavia, rompeva lo schermo!

Da questo punto di vista vedremo nelle prossime serie cosa succederà, quale personaggio tornerà e quale si prenderà una pausa. Intanto, per chi non conoscesse questa serie, consiglio di guardarla assolutamente. È un piccolo gioiellino, ben diverso dai film dedicati ai classici supereroi.

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